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06/02/2013

Infrastrutture: le Marche capofila del progetto europeo "Intermodadria"

Aumentare la competitività del trasporto marittimo a corto raggio e la sua integrazione nella catena logistica, sostenere gli investimenti infrastrutturali per l'accessibilità dei porti da terra e promuovere azioni politiche e strumenti finanziari per favorire il trasferimento modale. Sono alcuni degli obiettivi di "Intermodadria", il progetto europeo per lo sviluppo di soluzioni per il trasporto intermodale in area Adriatica che vede la Regione Marche capofila.

Domani, 7 febbraio, a Jesi, nella sede dell'Interporto Marche, a partire dalle ore 9.45, si svolgerà la prima riunione. Sarà l'occasione per conoscere tutti i partner del progetto che sono, oltre alla Regione Marche, l'Autorità portuale di Ancona, l'Interporto delle Marche, il Consorzio per la formazione logistica intermodale, l'Autorità portuale di Igoumenitsa (GR), la National Technical University of Athens (GR), l'Autorità portuale del Levante (Bari, Barletta, Monopoli), l'Albanian Institute of Transport (AL), Port of Bar Holfing Company (ME), Intermodal Transport Cluster (HR), Port of Ploce Authority (HR) e Agenzia delle Dogane (partner associato).

L'importo complessivo del progetto è di due milioni e mezzo di euro (interamente finanziato dal programma), di cui euro 435.500,00 assegnati alla Regione Marche per le attività ad essa affidate. La durata stimata è di 30 mesi e l'obiettivo generale è il miglioramento dell'integrazione del trasporto marittimo a corto raggio nelle catene logistiche che includono i porti del mare Adriatico.

Attualmente tali porti hanno differenti livelli di accessibilità alle infrastrutture di trasporto nell'entroterra; la differenza principale riguarda in particolare i livelli di accessibilità alla rete ferroviaria e la disponibilità di efficienti servizi di trasporto ferroviario a supporto dei traffici portuali. Mentre alcuni porti hanno intrapreso progetti di investimento significativi per aumentare le infrastrutture ferroviarie e il collegamento alla rete ferroviaria nazionale, altri porti non saranno serviti nel breve e medio periodo da servizi ferroviari e infrastrutture moderne. Pertanto, flessibili servizi di logistica devono essere studiati per consentire il trasbordo delle unità di carico su strada, ferrovia e nave durante uno stesso viaggio per raggiungere la destinazione finale. Questo è particolarmente rilevante per le linee marittime miste per merci e persone che collegano le due sponde del mare Adriatico.

L'analisi implementata fornirà un quadro aggiornato della capacità e del livello di utilizzo delle infrastrutture stradali e ferroviarie che collegano i porti adriatici con la aree di origine o di destinazione dei flussi merci; una maggiore consapevolezza della provenienza e la destinazione principale per i flussi di merci che attraversano i porti adriatici; soluzioni per risolvere i colli di bottiglia amministrativi e gestionali che riducono l'attrattività di soluzioni di trasporto intermodale e retro porto, oltre a una maggiore consapevolezza delle opportunità professionali nei settori marittimo, portuale e della logistica. Infine, l'analisi metterà in evidenza l'accessibilità dei traffici portuali alla rete TEN-T e la rete SEETO nei Balcani occidentali.



Fonte: http://www.anconatoday.it
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