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Fonte: Brescia oggi

06/02/2016

Il polo logistico mette le ali

Dopo un periodo di stallo, che faceva pensare ad uno stop definitivo del progetto di rilancio dell’area della Piccola Velocità in polo logistico funzionante, una svolta arriva dal recente incontro del sindaco Emilio Del Bono con i vertici di Ferrovie dello Stato a Roma. I cui riflessi si leggono nella variante del Pgt, da ieri in discussione in Consiglio comunale.
Il progetto, che vede una società svizzera, Hupac, pronta ad investire a Brescia per realizzare il terminal intermodale, sta tra queste due mosse. Fs ha ottenuto dal Comune di Brescia la concessione di circa 16 mila metri quadrati di slp di edificabilità in cambio della partenza del progetto di polo logistico in collaborazione con gli svizzeri. Una richiesta che, con toni perentori peraltro, aveva messo in una osservazione al Piano di governo del territorio, osservazione accolta proprio sulla base di quanto Del Bono e Renato Mazzoncini, il nuovo amministratore delegato bresciano della società, avevano deciso a Roma.
I TERMINI dello «scambio» sono quindi da una parte l’accoglimento di una quota di residenza, in corrispondenza delle palazzine che sorgono sul lato della «Piccola» che dà su via Dalmazia e dall’altra il via ai lavori per il terminal. Terminal che per la fine del 2017 dovrebbe essere pronto, insieme a quello di Milano Smistamento, già avanti nella realizzazione, e Piacenza: gli altri due su cui le ferrovie svizzere (di cui fa parte Hupac) stanno puntando per garantirsi un’efficiente intermodalità al di qua delle Alpi, dopo la prossima apertura del nuovo tunnel del San Gottardo.
L’incontro romano di Del Bono avrebbe dunque sbloccato la situazione, ferma da tantissimi anni, dell’area accanto alla stazione ferroviaria. Più ingarbugliata dopo che Fs ha presentato l’osservazione alla variante urbanistica. In essa evocava il protocollo di intesa stipulato il 28/9/2007 con Comune e Provincia di Brescia e Associazione industriale bresciana, nel quale le parti avevano definito i rispettivi impegni per lo sviluppo dei servizi intermodali alla Piccola Velocità. Impegni che prevedevano, oltre ad una potenzialità edificatoria per 100 mila metri quadri, anche la sistemazione della viabilità funzionale alle esigenze di sviluppo dello scalo, tra cui un collegamento con la tangenziale ovest.
I termini di questo protocollo erano poi finiti nel Pgt adottato nel 2011 dal Comune a guida Paroli, ma non nella versione approvata l’anno seguente. Nella quale l’edificabilità risultava congelata, come ricorda l’allora assessore all’Urbanistica, Paola Vilardi. A giocare un ruolo importante nella faccenda era stata anche la richiesta da parte comunale di trovare proprio alla «Piccola», quindi nelle pieghe del progetto di sviluppo di Fs Logistic (società delle Ferrovie dello Stato), una soluzione per il ricollocamento di una parte dell’attività produttiva di Ideal Standard.
FS PERÒ si è sentita danneggiata dalla situazione regolata nel Pgt approvato nel 2013 e nella variante adottata nel 2015 dove l’slp erano 6300 mc, e da un lato aveva spinto l’azienda di stato a fare ricorso al Tribunale amministrativo regionale affinché fossero ripristinati i vecchi accordi, dall’altro, in pendenza di decisione del Tar, a presentare, con lo stesso obiettivo, un’osservazione alla «variante Tiboni» in discussione da ieri a palazzo Loggia. O in subordine, per ottenere una quota minore di edificabilità. L’incontro di Del Bono con i nuovi vertici di Fs ha quindi fornito la linea ai tecnici del Comune impegnati nelle controdeduzioni. E l’accoglimento, parziale, ha rimesso in gioco una parte dell’slp rivendicata da Fs e al contempo accelerato, ricordava ieri il sindaco, la creazione del terminal logistico sui circa 400 mila metri quadrati della Piccola Velocità.
Eugenio Barboglio


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