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Fonte: http://www.interportomarche.it

30/11/2011

Interporto delle Marche: protagonista anche nell'intermodalitÓ umbra

Un altro passo importante attende l’interporto di Jesi dopo le aperture europee per l’inclusione nel Corridoio Baltico - Adriatico; è attesa nei prossimi giorni la firma tra Regione Marche ed Umbria che sancirà la collaborazione tra le due società regionali che rappresentano l’intermodalità dell’area umbro-marchigiana: Interporto Marche e Sviluppumbria. Alla società marchigiana il compito di gestire due importanti piattaforme logistiche umbre, Foligno e Terni, sancendo così una collaborazione che non si esplica solo nella partecipazione societaria, Svilppumbria detiene il 4,5 % di Interporto delle Marche, ma anche nell’esprimere in comune l’interesse verso lo sviluppo ferroviario e stradale necessario allo sviluppo della logistica intermodale. L’amministratore delegato di Interporto Marche, Roberto Pesaresi, nel corso di un’intervista, ha sottolineato come lo sguardo vada ben oltre l’aspetto puramente intereggionale; il passo più concreto e realizzabile in tempi brevi è sicuramente l’apertura di collegamenti tra i terminal umbri e marchigiani, dopo la già fortunata apertura del traffico merci verso Milano, via Bologna. Ma è anche all’Europa che si guarda, e agli obiettivi posti dalla Comunità Europea con il progetto ‘Europa 2020’: il 30% del trasporto merci sopra i 300 km dovrà essere deviato via mare e ferro entro il 2030, per arrivare al 50% entro il 2050. L’Ad traccia un quadro preciso, fatto di numeri, passare dagli attuali 2 milioni di container annui ai 10 milioni grazie all’inclusione nelle reti Ten – t, all’ingresso nel Corridoio Baltico – Adriatico che dovrà andare oltre il tracciato previsto fino a Ravenna, raggiungendo la Puglia per arrivare agli ambiziosi obiettivi già dal 2014.
La crescita dell’Interporto Marche ha segnato nel tempo passi fondamentali, che danno la misura del ruolo che riveste, e sempre più rivestirà in futuro l’area interessata dall’infrastruttura; non è quindi improbo candidare tutta la piattaforma logistica marchigiana, che comprende anche il Porto di Ancona e l’Aeroporto di Falconara, quale crocevia dei traffici provenienti dalla direttrice Kiev – Lisbona, verso Amburgo, e, come già sottolineato, dei traffici inerenti l’area Baltico – Adriatica. La presenza di un ufficio dell’Agenzia Doganale di Ancona all’interno dell’Interporto, di una sede del Consolato della Federazione Russa per facilitare il disbrigo delle pratiche doganali, e ancora il ‘corridoio doganale’ tra porto e interporto, sono alcuni di questi passi. Con queste basi si arriverà allora all’imminente accordo tra Regione Marche e Regione Umbria, con uno sguardo ai prossimi passi da fare.

Fonte: Il sole 24 ore

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